Famiglia e genitorialità
22 settembre 2026
Si sono riconosciuti a vicenda
Mio marito ha iniziato a sospettare di essere ADHD riconoscendosi in mio figlio. Poi è stata proprio la sua diagnosi ad aiutarci a capire che nel percorso di mio figlio mancava ancora un pezzo.

Mio marito ha iniziato a sospettare di essere ADHD guardando mio figlio. Poi la sua diagnosi ci ha aiutati a capire meglio proprio lui.
Io, all’inizio, di ADHD non sapevo praticamente niente.
Quello che sapevo era che con mio figlio c’erano delle difficoltà che cercavamo di capire da tempo. Aveva già ricevuto una diagnosi di DOP e DSA, ma qualcosa continuava a non convincerci.
Non perché quelle diagnosi fossero necessariamente sbagliate. Semplicemente avevamo la sensazione che non spiegassero tutto.
C’erano ancora parecchi pezzi che non riuscivamo a mettere insieme.
E mentre noi cercavamo di capire lui, è successa una cosa che allora non avevo ancora capito quanto sarebbe diventata importante.
Mio marito, che non è il padre biologico di mio figlio ma lo conosce e lo cresce da quando era piccolo, ha cominciato a riconoscersi in lui.
🍪 «Questa cosa la facevo anch’io»
Non è successo con una rivelazione improvvisa.
Erano tante piccole somiglianze.
Comportamenti, difficoltà, reazioni. Cose che vedeva fare a mio figlio e che lo riportavano alla propria infanzia.
Alle cose che gli dicevano i professori. A quelle che gli dicevano i suoi genitori. A situazioni che fino a quel momento aveva sempre considerato semplicemente parte del proprio carattere.
Solo che adesso alcune di quelle cose le vedeva succedere davanti a sé.
E ha iniziato a farsi delle domande.
🍪 Poi ha trovato una parola che non conoscevamo
ADHD.
Ha cominciato a informarsi per conto suo. Lo faceva soprattutto di notte, quando non riusciva a dormire.
Leggeva, cercava, collegava cose.
E più leggeva, più non guardava soltanto mio figlio.
Guardava se stesso.
La sua infanzia, certo. Ma anche l’adulto che era diventato.
I progetti lavorativi nei quali riusciva a buttarsi completamente per giorni, dimenticandosi persino di mangiare. Le idee enormi. Le cose iniziate mettendoci dentro tutto se stesso e poi, a volte, lasciate lì per passare a qualcosa di completamente diverso.
Tante cose sulle quali noi avevamo anche litigato parecchio.
Io continuavo a vederle come caratteristiche di mio marito. Alcune bellissime, altre capaci di farmi girare parecchio le palle.
Lui, invece, aveva iniziato a chiedersi se ci fosse qualcosa che le collegasse.
🍪 La prima diagnosi di ADHD è stata la sua
A un certo punto decise di chiedere una valutazione.
Fu una sua iniziativa.
Anzi, inizialmente iniziò il percorso senza nemmeno dirmelo. Poi me ne parlò.
E alla fine arrivò la diagnosi di ADHD.
Solo che quella diagnosi non ci fece guardare diversamente soltanto lui.
Ci fece tornare a guardare mio figlio.
Perché improvvisamente avevamo una nuova informazione e, soprattutto, conoscevamo qualcosa che fino a quel momento non avevamo mai preso in considerazione.
E alcune delle cose che continuavano a non tornarci iniziarono ad avere un altro senso.
🍪 E siamo tornati da mio figlio
Lui aveva già delle diagnosi: DOP e DSA.
Eppure continuavamo ad avere quella sensazione che mancasse qualcosa.
Dopo la diagnosi di mio marito abbiamo iniziato a chiederci se anche per mio figlio valesse la pena approfondire l’ADHD.
Ha fatto il percorso di valutazione corretto.
Ed effettivamente è arrivata anche per lui la diagnosi di ADHD.
Ed è questa la parte della nostra storia che ancora oggi trovo particolare.
Mio figlio, senza saperlo, aveva aiutato mio marito a riconoscersi.
E la diagnosi di mio marito, a sua volta, aveva aiutato noi a riconoscere qualcosa che fino a quel momento non eravamo riusciti a vedere in mio figlio.
Nessun legame genetico tra loro.
Eppure, in qualche modo, uno aveva acceso una luce sull’altro.
🍪 Una diagnosi non ha cancellato le altre
Questa è una cosa che per me è importante dire.
La diagnosi di ADHD di mio figlio non ha trasformato improvvisamente tutto quello che avevamo vissuto in “era ADHD”.
Lui rimane anche un ragazzo con DOP e DSA, oltre ad avere il proprio carattere, la propria storia e il proprio modo di essere.
E lo stesso vale per mio marito.
Avere finalmente un nome per alcune difficoltà non significa poter prendere qualsiasi comportamento e infilarlo dentro quella scatola.
Per noi è servito soprattutto a una cosa:
avere finalmente un pezzo che prima mancava.
🍪 E io ero quella che di ADHD non sapeva niente
Questa forse è la parte che oggi mi fa sorridere di più.
Mio figlio ha portato mio marito a farsi delle domande.
Mio marito ha seguito quelle domande fino a ricevere una diagnosi.
La sua diagnosi ha riportato la nostra attenzione su mio figlio.
E io ero lì in mezzo, mentre cercavo di capire cosa cazzo stesse succedendo.
All’inizio non sapevo praticamente niente di ADHD.
Poi ho iniziato a informarmi anch’io.
A riguardare certe discussioni.
A capire alcuni meccanismi.
A distinguere quello che poteva avere a che fare con l’ADHD da quello che semplicemente mi faceva incazzare e basta.
E, soprattutto, a rendermi conto di quante cose avevo interpretato in un modo perché non conoscevo nessun altro modo per leggerle.
🍪 Alla fine non so bene chi abbia aiutato chi
Se mio figlio non avesse fatto scattare qualcosa in mio marito, forse lui avrebbe scoperto l’ADHD molto più tardi.
Se mio marito non avesse seguito quel dubbio fino a chiedere una valutazione, forse noi avremmo impiegato più tempo ad accorgerci che nel percorso di mio figlio mancava ancora un pezzo.
È andata in entrambe le direzioni.
Due persone senza un legame biologico che, per alcune cose, si assomigliavano abbastanza da aiutarsi involontariamente a capire qualcosa di sé.
E io, nel frattempo, imparavo insieme a loro.
All’epoca non potevo saperlo, ma quella parola che fino a poco prima conoscevo appena sarebbe entrata parecchio prepotentemente nella nostra famiglia.
E qualche anno dopo avrei addirittura aperto una pagina per raccontare cosa significa viverci insieme.
ADHD e Biscotti ancora non esisteva.
Ma, a pensarci oggi, probabilmente un pezzetto della sua storia era già iniziato lì.
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